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Ilaria e Simone monti biellesi


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Conoscersi e amarsi è stato quanto di più naturale potesse accaderci. Altrettanto naturale il desiderio di raccontarci e di fare informazione su ciò che siamo, nonché la voglia di dar voce a ciò che studiamo e amiamo da sempre. Prima è nata la pagina Asperger Way e poi il blog.
Con il blog volevamo uno spazio solo nostro, facilmente consultabile e in cui poter condividere tutta la nostra conoscenza, le nostre capacità e i nostri talenti.



Ilaria bambina e adultaILARIA
Nata tra riso e zanzare, nel cuore della Pianura Padana, fin da bambina manifesta una chiara attitudine per le arti visive.
Alle corse e ai giochi di gruppo preferiva la sua camera, le matite, la carta e i colori. Nel suo mondo fatto di animali, paesaggi e storie fantastiche potevano entrare in pochi.
Poco incline alle chiacchiere, anzi, praticamente non spiccicava parola fuori dalle mura domestiche, solo da adulta scoprirà che la sua non era una timidezza da estremista, ma mutismo selettivo.
Incapace di stringere amicizie come gli altri bambini, ma conscia di sentire, vedere e comprendere cose incomprensibili ai più, si era convinta di avere poteri paranormali o di essere caduta da qualche pianeta alieno. Anni dopo scoprirà di essere semplicemente Autistica.
A farla emergere dal suo mondo ci riuscivano solo il suo gatto Lucky, i cavalli e l'assistere a ingiustizie nei confronti dei più deboli.
Solo dopo un’adolescenza in clausura come studentessa di Ragioneria e programmazione si convincerà a seguire un percorso di studi legato alla sua vera passione: l’arte.
La svolta arriva quindi con il trasferimento a Torino a studiare cinema e comunicazione. Lì inizia a comprendere il mondo fuori e a costruire relazioni sociali. Solo successivamente un lavoro a costante contatto con il pubblico le permetterà di confondersi totalmente con il resto del mondo, seppur con il peso che tutto ciò richiedeva.
L’incontro con la Sindrome di Asperger, il progetto Asperger Tribe prima, e Simone, poi, le daranno la forza e il coraggio per raccontare e raccontarsi attraverso quelle che sono sempre state le sue passioni e i suoi studi.

 

Simone bambino e adultoSIMONE
Vede la luce nel cuore della Romagna e cresce a latte e cappelletti. Chiacchierone, incapace di star fermo e distraibile da un battito d’ali di zanzara, era il classico bambino “intelligente, ma che non si applicava”.
Ipersensoriale, con difficoltà relazionali, era comunque sempre pronto a difendere i più deboli. Al pallone da calcio, tanto seguito dai suoi coetanei, preferiva la fisica e tutti i meccanismi che stavano dietro alle cose. Grazie anche a questo aveva capito ben presto di essere differente dalla media.
Solo ormai lontano dai banchi di scuola scoprirà di essere un mix (quasi letale) di ADHD e Asperger.
Il caos, il rumore e l’anima festaiola della Riviera Romagnola non gli appartenevano, ma suo malgrado si era trovato a viverli. Tarda adolescenza e gioventù lo vedono parte di quel mondo, ma in fondo sentiva dentro sé la sensazione di essere fuori posto. La mondanità lo ha aiutato però a studiare il mondo neurotipico e a provare ad adattarvisi. Nei suoi sogni c’era però sempre la ricerca di silenzio e di una vita più a contatto con la natura e la riflessività.
Tecnico creativo appassionato di internet, ha lavorato per molti anni a contatto con il pubblico, ma la semplicità non faceva per lui e il suo mestiere era diventato una “scusa” per studiare la sostenibilità e l’impiantistica applicata alle abitazioni.
L’incontro con la Sindrome di Asperger prima e con Ilaria poi, gli daranno la forza per raccontare e raccontarsi, diffondendo anche il verbo della sostenibilità ambientale e del benessere che solo il contatto con la natura può dare.