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Aspiemecum


Ecco a voi un piccolo vademecum dei termini più utilizzati quando si parla di Sindrome di Asperger e Spettro Autistico.

ALESSITIMIA: difficoltà nel descrivere e identificare le emozioni, la decodificazione può essere problematica sia per le proprie che per quelle altrui.
Non significa non provare emozioni quindi, ma non avere parole per raccontarle.
Ha maggiore incidenza nella popolazione autistica che nella popolazione in generale.

ASPIE: termine colloquiale e amichevole per indicare le persone Asperger. Utilizzato anche come aggettivo per descrivere una situazione, un oggetto, un comportamento.

ASPIE-FRIENDLY: a misura di persona Asperger.

AUTIE: termine colloquiale e amichevole per indicare le persone nello Spettro Autistico.

AUTISMO: è un disturbo pervasivo dello sviluppo. È una neurodiversità (vedere definizione) comprendente caratteristiche che influenzano il modo in cui un individuo si relaziona con l'ambiente circostante e con le altre persone.

BURNOUT: si presenta con forte esaurimento, depersonalizzazione e derealizzazione. Ne sono principalmente colpite persone il cui lavoro è a forte implicazione relazionale.
Il Burnout autistico invece può essere semplice conseguenza del sopravvivere e districarsi in un mondo prettamente neurotipico. Sopraggiunge dopo un sovraccarico eccessivo, si manifesta con spegnimento totale. Si protrae per periodi medio-lunghi.

COMORBIDITÀ/COMORBILITÀ: in psichiatria, diagnosi che si aggiunge a quella precedente. Nell’autismo possono essere comorbidità la disabilità intellettiva, la depressione, il disturbo d’ansia, i disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi dell’umore, DSA, ecc. Quasi sempre in una persona autistica è presente una o più comorbidità.

DISPRASSIA: è un disturbo della coordinazione motoria. Comporta una scarsa percezione dello spazio circostante e del proprio corpo. Si può manifestare anche a livello mentale, causando problemi di apprendimento e organizzazione.

DSA (Disturbo Specifico dell’Apprendimento): ledifficoltà specifiche dell’apprendimento”, riguardano problematiche inerenti abilità di base come lettura, scrittura e calcolo. Ne fanno parte: la Dislessia (lettura), la Disgrafia (tratto grafico), la Discalculia (calcolo), la Disortografia (conoscere le regole ortografiche e non riuscire ad applicarle), i Disturbi di Lettura e di Comprensione del Testo.

DSM: Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali.

ECOLALIA: ripetizione involontaria di parole o frasi pronunciate da altre persone. Si presenta principalmente nelle persone autistiche, ma può trovarsi anche in diagnosi di schizofrenia, Sindrome di Tourette e ADHD.

FUNZIONI ESECUTIVE: insieme di abilità mentali e processi che aiutano ad autoregolamentare e raggiungere gli obiettivi.

GASLIGHTING: quando gli altri negano o manipolano le tue sensazioni.

INTERESSE SPECIALE/ASSORBENTE: l'intensa passione di una persona autistica.

IPERSENSIBILITÀ: il cervello non riesce ad elaborare i troppi messaggi che arrivano dai diversi canali sensoriali. Si crea caos mentale e non si riesce a dare un senso ad essi.

IPOSENSIBILITÀ: al cervello arrivano pochi messaggi sensoriali, i canali sono poco aperti.

MELTDOWN: il meltdown è un’intensa risposta a situazioni di sovraccarico. Avviene quando una persona è completamente sopraffatta dalla condizione del momento e per questo perde temporaneamente il controllo. 
La perdita di controllo può essere espressa verbalmente (grida, strilla, pianti), fisicamente (verso cose, principalmente, o se stessi) o in entrambi i modi. Il meltdown è causato da stress sensoriale, sociale o ambientale.

MUTISMO SELETTIVO: è un disturbo d’ansia che colpisce principalmente i più piccoli. Il bambino pur possedendo un linguaggio sviluppato, non comunica in determinate circostanze.
Potrebbe, ad esempio, parlare correttamente e fluidamente con alcuni familiari o con pochi adulti selezionati, ma non a scuola o in contesti lontani dalle “mura domestiche”.
Nei casi più gravi la comunicazione potrebbe avvenire con un solo adulto (solitamente un genitore).

NEURODIVERSO (abbr. ND): termine generalmente utilizzato per indicare tutta la popolazione nello spettro autistico, ma anche le persone dislessiche, ADHD e bipolari. 

NEUROTIPICO (abbr. NT): è il termine convenzionalmente utilizzato per descrivere tutta la popolazione non autistica. Il termine è stato introdotto dall’Autism Network International, fondato da Jim Sinclair e Donna Williams nel 1992.

PROSOPAGNOSIA: difficoltà o incapacità nel riconoscere i volti delle persone. Si presenta in diverse forme, da lieve a grave (in questo caso non si è in grado di riconoscere neppure se stessi). Spesso si ricordano le altre persone per i dettagli (occhiali, barba, pettinatura) e non per l’interezza del volto o perché le si associa a determinati contesti. 

SHUTDOWN: è una sorta di spegnimento, di blackout cerebrale. Sopraggiunge in momenti di sovraccarico sensoriale o emotivo oppure per eccesso di stress e serve in qualche modo a ricaricarsi, a non impazzire.

SINDROME DI ASPERGER: è un disturbo pervasivo dello sviluppo e rientra nello Spettro Autistico. Non comporta compromissione dell'intelligenza e dell'autonomia.
Il Q.I. delle persone Asperger è nella media o sopra la media.
Attualmente la SA non viene più indicata come specifica diagnosi nel DSM 5 (seppur i termini vengano ancora ampiamente utilizzati da molti specialisti e a livello culturale) in quanto confluita nella definizione globale di Spettro Autistico (vedi voce).

SOVRACCARICO SENSORIALE: eccesso di stimoli visivi, olfattivi, uditivi, ecc. Può portare a meltdown o shutdown.

SPD (Disturbo dell’Integrazione Sensoriale): si manifesta quando il cervello ha difficoltà a svolgere correttamente uno dei suoi compiti principali: elaborare, organizzare e rispondere agli input sensoriali ricevuti.
È presente nella maggior parte delle persone autistiche.

SPETTRO AUTISTICO: si intende tutto il raggio della popolazione autistica. Si parla di Spettro in quanto al suo interno vengono inclusi modi differenti di essere Autistici. Caratteristiche e intensità dei tratti possono infatti cambiare, anche notevolmente, da una persona all’altra.
Si suddivide in Livello 1-lieve, 2-medio e 3-grave a seconda del tipo di supporto necessario (DSM-5).

STIMMING: comportamento auto-stimolante, ripetitivo e/o confortante in caso di ansia e/o stress. Possono essere stimming il dondolarsi, lo sbattere le mani o il manipolare gli oggetti.

TANTRUM: il tantrum è un comportamento “manipolatorio” (ma non sempre intenzionale) finalizzato alla modifica del comportamento altrui e all’ottenimento (o evitamento) di una conseguenza. Più il comportamento riceve attenzione più esso non cessa, si riduce ignorandolo.
Non va assolutamente confuso con il meltdown, anche se può essere messo in atto da bambini autistici e può sfociare in esso a causa dell’alto livello emotivo che comporta.