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Noi Asperger siamo tutti Greta Thunberg? No, ma non siamo neppure ciò che pensate voi!

(Tempo di lettura: 1 minuto)

“Greta ha dei problemi”.
“Greta è Asperger, ha un disagio mentale e quindi è manipolabile”.
“Greta non può essere Asperger, parla davanti alle persone”.
“Greta è una fissata come tutti gli Asperger, sono dei poveri malati”.
“Greta è come tutti gli Asperger: una psicopatica”.

Greta Thunberg parla del cambiamento climatico al parlamento europeo


E potremmo andare avanti all’infinito. Leggere gli insulti rivolti in questi giorni a Greta e al mondo Asperger fa venire i brividi. Specchio di un’umanità perduta in una violenza verbale senza via di ritorno, ma partiamo con ordine.

Da quando Greta ha dichiarato di essere Asperger sono diventati tutti esperti in Spettro Autistico

Siamo stufi, stanchi, amareggiati. Verosimilmente nauseati dalle miriadi di commenti che ogni giorno leggiamo sui social riguardo Greta e il suo essere Asperger. Sfilze di parole scritte da persone che credono di conoscere a menadito lo Spettro Autistico e le sue caratteristiche, ma che forse, di autistico, non ne hanno mai visto uno. Persone che ignorano le nostre fatiche, le battaglie per far conoscere le nostre differenze e avere uno straccio di diritto. Persone che avranno sentito o letto la parola Asperger in uno dei tanti articoli/servizi disinformativi che girano sui media, e che avranno elaborato il concetto ancor peggio e ci definiscono individui problematici, freddi, violenti, magari anche facilmente manipolabili perché “poverini, hanno disagi mentali”. Parole farcite di cattiveria mista a pietismo e a ignoranza (“l’ignorare determinate cose, per non essersene mai occupato o per non averne avuto notizia” o “Mancanza di educazione, villania”, dal sito Treccani).
L’odio social, così di moda e così dilagante, che vede in Greta un “bersaglio facile” è diventato il pretesto per riversare ulteriore odio verso un’intera categoria di persone.

Greta è Asperger, ha dei problemi, è una bambina, non può credere in quello che fa

Tralasceremo il discorso cambiamenti climatici perché parlarne vorrebbe dire aprire una parentesi enorme e non possiamo farlo in questo articolo. Qui ci occuperemo delle accuse e della disinformazione sull’Asperger che alcuni vorrebbero far passare attraverso la figura di Greta.
Greta, come molti Asperger, pur essendo giovane ha un linguaggio forbito e sembrerebbe aver focalizzato il suo “interesse assorbente” sul discorso climatico. Strano? No. Molti di noi hanno una passione accesa nei confronti di un argomento specifico, magari agli occhi della maggioranza anomalo o bizzarro.
Greta ha 16 anni (non è una bambina!) e sembra strano non si preoccupi di trucchi, abiti e influencer? Già, possibile, potrebbe entrarci l’Asperger, molte donne nello Spettro rifuggono gli stereotipi classici. Preferisce pensare all’ambiente? Sì, anche chi scrive a 7/8 anni pensava all’inquinamento e alla natura in maniera quasi ossessiva.
È lecito criticare il tipo di comunicazione, si possono discutere le idee, i modi (controbattendo da persone informate, però) e non essere convinti della maniera in cui porta avanti il suo progetto, ma smettiamola di dire che una persona Asperger non possa fare ciò che fa Greta e iniziare a snocciolare sintomi e diagnosi senza capo né coda!
Siamo molto più di quanto pensiate!

Gli Asperger sono persone con problemi che non possono fare parte della società?

Premessa: gli Asperger non sono tutti Greta. Ogni persona ha delle proprie aspirazioni, delle difficoltà differenti, dei punti di forza e degli interessi assorbenti. Troverete tra gli Asperger attori, medici (ebbene sì!), impiegati, scienziati, professori, commessi, ma anche persone che fatica a trovare il proprio posto del mondo perché non si sentono accettate o il vivere quotidiano è quasi doloroso.
Siamo persone che magari faticano socialmente, che possono aver problemi sensoriali, che ogni giorno fanno il doppio della fatica delle persone comuni per poter essere parte della società. Molti di noi tacciono la propria condizione per paura di non essere compresi, altri ne hanno parlato e sono stati emarginati, denigrati, hanno perso il lavoro, le amicizie.
Perché accade?
Perché ciò che non si conosce fa paura. Basterebbe provare a informarsi seriamente, ascoltare noi persone nello spettro che ogni giorno facciamo informazione. L’Asperger è una condizione che va “solo” conosciuta, è un modo di essere differente, un po’ come dire “Tu hai gli occhi e la pelle chiari, tu scuri”. Emarginereste o denigrereste qualcuno perché ha gli occhi troppo chiari? In una società civile no.
Noi Asperger possiamo lavorare, avere ideali, viaggiare, amare. Solo vorremmo che la nostra condizione venisse compresa per non essere derisi o denigrati per certe caratteristiche.
Denigrereste la persona con gli occhi chiari perché è infastidita dal sole più di altri, ad esempio? No.
Così noi non vorremmo essere denigrati se le nostre espressioni non sono perfette o se ci appassiona ciò che la media delle persone non ama.
Come direbbe Jim Sinclair che prima di noi si è occupato di advocacy e ha fatto una straordinaria informazione sullo Spettro Autistico: “riconoscete che siamo diversi l’uno dall’altro, che il mio modo di essere non è soltanto una versione guasta del vostro. Interrogatevi sulle vostre convinzioni, definite le vostre posizioni. Lavorate con me per costruire ponti tra noi”.

 

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